Parrocchia San Rocco sopra Principe

Non tanto da pochi, ma un poco da tutti

Quarta settimana di avvento

MARIA, MADRE DELLA SPERANZA

Spunti per la riflessione

Tra pochi giorni è Natale e ci sentiamo ancora una volta impreparati. La liturgia allora ci addita colei che ha vissuto l’attesa di Dio: Maria. Il Vangelo dell’Annuncia-zione comincia con sette nomi propri: Gabriele, Dio, Galilea, Nazaret, Giuseppe, Davide e Maria. Il numero sette indica la totalità della vita, il brulichio instancabile della vita ed è lì che Dio viene. Maria è importante perché è il punto d’incontro tra Dio e la materialità della nostra vita. Dio entra nel mondo in modo nascosto, in un giorno qualunque, in un luogo qualunque, una giovane donna qualunque. Il primo an-nuncio di grazia del Vangelo è consegnato nella normalità di una casa. L’Angelo entra da lei e alle prime parole rimane turbata, ha un attimo di smarrimento, ma è pronta all’ascolto. Anche noi dobbiamo imparare l’arte dell’ascolto per fare spazio nella nostra vita all’ingresso della luce di Dio. È necessario molto silenzio per ascoltare lo stupefatto silenzio di Dio. La prima parola dell’Angelo è: “Gioisci, apriti alla gioia come una porta si apre al sole. L’Angelo aggiunge il perché della gioia, cioè “sei piena di grazia”, riempita di Dio, amata da Lui. Ora hai un nome nuovo: Amata-per-sempre. Quel suo nome è anche il nostro, buoni e meno buoni, ognuno è amato per sempre da Dio. L’Angelo poi dice: “Concepirai e darai alla luce un Figlio che sarà chiamato Figlio di Dio”. La risposta di Maria non è un sì immediato, ma una domanda: “Come è possibile?”. Alla risposta dell’Angelo che le dice che nulla è impossibile, Maria dice il suo Sì. “Ecco, sono la serva del Signore.” Col suo sì Maria diventa per noi Madre della Speranza. Ci insegna a guardare avanti anche laddove lei vedeva il buio più fitto e anche quando tutto appariva svuotato e senza senso. Maria ci insegna la virtù dell’attesa perché è sempre fiduciosa nel mistero di Dio anche quando Lui sembra eclissarsi per colpa del male che imperversa nel mondo.

Riflettiamo:

Siamo capaci di stare in ascolto e in silenzio come Maria?

Abbiamo sperimentato qualche volta nella nostra quotidianità che Maria è Madre della speranza?