Parrocchia San Rocco sopra Principe

Non tanto da pochi, ma un poco da tutti

Prima settimana di Avvento

VEGLIARE E PREGARE: ECCO LA PORTA DELLA SPERANZA

Prima Domenica di Avvento: ricomincia il ciclo dell’Anno liturgico come una scossa, un bagliore di futuro nella nostra vita per ridarci una nuova speranza e sentirci amati da Dio. Il tempo che inizia ci insegna che cosa spetta a noi fare: andare incontro a Gesù. Il Vangelo ci mostra come farlo con due parole che aprono e chiudono il brano: fate attenzione e vegliate. Infatti nel Vangelo di oggi il padrone se ne va e lascia tutto in mano ai suoi servi, a ciascuno il suo compito. Dio si fa da parte, si fida dell’uomo, gli affida il mondo. L’uomo ha perciò una grande responsabilità. Ecco la necessità dell’essere attenti e di vegliare. Fare attenzione cioè vivere attenti alla Parola e al mondo che ci circonda. Attenti a ciò che accade nel cuore e nella realtà in cui mi muovo. Vegliare con gli occhi bene aperti. Vegliare cioè guardare avanti con fiducia e speranza. Vegliare allora è restare aperti agli altri e uniti nella comunione fraterna: avere un forte senso di responsabilità, curarsi dei piccoli, delle persone più bisognose. Il nostro rischio quotidiano è infatti quello di una vita dormiente, che non guarda al futuro e perciò al passaggio di Gesù nella nostra vita quoti-diana e rischia di farci perdere la speranza. È necessaria allora la preghiera, che è la prima forza della speranza. Se preghiamo la speranza cresce e va avanti. Potremmo dire che la preghiera apre la porta alla speranza. La speranza c’è, ma la preghiera la aumenta e la rafforza.

Riflettiamo….

Dobbiamo vegliare: ma che significato ha per noi questa parola?

Siamo convinti che la preghiera aumenta la speranza?