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Seconda Festa della famiglia di Vicariato 16 marzo 2019

Educare è un compito difficile: è molto più facile fare catechismo. Può esistere una parrocchia senza nessuno da educare, ma non può esistere una parrocchia senza educatori. Con queste affermazioni Don Valerio, in arte Mago D., inizia il suo incontro con un gruppo di catechisti ed educatori del 1 Vicariato urbano, nel salone della Chiesa di San Marcellino.

Per capire meglio il tema dell’educazione, ed approfondirne gli aspetti fondamentali, dobbiamo domandarci “Che tempo che fa?” I ragazzi di oggi sono stati derubati da:

-LO STUPORE: non si entusiasmano più di nulla;

-L’ATTESA: saper aspettare per avere qualcosa, il tempo di Avvento e Quaresima sono di attesa;

-IL GRAZIE: Messa è Eucarestia, ovvero ringraziamento, un grazie che si riesce a dire solo se si percepisce il valore.

Ma i bambini di oggi non sono “sazi”, c’è ancora tanto da dar loro da mangiare, bisogna domandarsi chi sono i destinatari del messaggio…sono i nativi digitali, nascono con degli strumenti tra le mani e devono essere “educati” ad un giusto utilizzo. I ragazzi di oggi vivono un tempo di differenziazione: di questo dobbiamo tenere conto, non dell’idea di come “vorremmo” impostare e portare aventi il nostro cammino da catechismo. Vivono un tempo di frammentazione, in un mondo che è un caos di proposte educative che porta solo alla perdita di evidenze etiche fondamentali che conduce verso il pragmatismo, ovvero considerare solo ciò che è utile … I CAN, I LIKE ovvero quello che interessa e piace. Di questo concetto l’esempio più semplice è la Cresima, non piace ai ragazzi, ma può interessare per ricevere un regalo o ai parenti.

I ragazzi vivono un tempo di LIBERTA’ DEBOLE con imposizione di modelli per essere omologati, pena l’esclusione; questo porta a pensare che le proposte del catechismo siano rivolte ai ragazzi che vengono considerati “sfigati”. Quindi se mentre fino a qualche anno fa le voci che i ragazzi ascoltavano erano quelle di maestra, sacerdote, amici, genitori e poca TV, adesso sono molte di più, nonostante siano ragazzi “come quelli di una volta”. I ragazzi sono frustrati dai falsi bisogni, sono come li vuole il nostro tempo: Non interessati, non ascoltano (forse sentono), perdono tempo, non maturano né come uomini né come cristiani, aspettano di ricever l’ultimo sacramento dell’Iniziazione cristiana e poi spariscono.

Se il catechismo si riduce ad assenze per vari motivi, l’uso di libri antiquati, allora è morto , se ne fa un funerale a cui “portare solo i fiori, visto che i frutti mancano”.

I catechisti rischiano di cadere in questi modelli:

  • MODELLO STRUZZO: non si accorgono di niente, vivono come se il problema non esistesse e si nascondono dietro frasi del tipo: “Lasciamo fare al Signore…”
  • MODELLO SAI LAMENTA: “In che mondo siamo…chissà dove andremo a finire…”
  • MODELLO CATENA DI SMONTAGGIO: Si scaricano le colpe l’uno con l’altro
  • MODELLO FALQUI: legato ai bisogni, parlano tanto, ma non sono capaci di agire

I ragazzi cambiano e anche i catechisti devono essere pronti a cambiare.

Quando si vuol fare annuncio bisogna tener conto delle due componenti fondamentali del cervello umano: la parte razionale e la parte emotiva, attivandole entrambe. Questo non vuol dire che il catechismo deve ricadere in uno dei tanti impegni dei bambini, è un dono gratuito. Alla Cresima il Vescovo dice. “Ricevi il Sigillo dello Spirito Santo che ti è stato dato in dono”.

Quindi il Catechismo si deve basare su 4 punti fondamentali, realizzabili solo se dietro c’è un lavoro di equipe:

  • IL CATECHISMO DIALOGA CON LA FAMIGLIA: la famiglia non deve delegare al Parroco. Pensare di organizzare meno incontri ma con i genitori.
  • BISOGNA DISTINGUERE IL CATECHISMO DALLA PREPARAZIONE AI SACRAMENTI: proporre giochi, animazione, non fare la festa di chiusura anno perché il catechismo continua sempre.
  • IL CATECHISMO HA COME PUNTO DI RIFERIMENTO LA COMUNITA’ CRISTIANA E L’EUCARESTIA DOMENICALE: non funziona il catechismo associato alla Messa, proporre incontri con i genitori magari la sera
  • IL CATECHISMO DEVE ESSERE ALLEGRO, FESTOSO, DIVERTENTE: ha senso associare al catechista un giovane.

Il catechismo deve essere un gruppo di ACCOMPAGNAMENTO SPIRITUALE dove i bambini devono sentire di stare bene.

Alla fine Mago D. ci mostra alcuni trucchi magici con cui coinvolgere i bambini e fare catechesi. I tutorial sono disponibili al sito: www.magod.it/scarica/tutorial.docx

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