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Papa Francesco a Genova – 27 maggio 2017 –


Ritiro di Prima Comunione: domenica 7 maggio 2017- “Amatevi gli uni gli altri”

Genitori e bambini hanno vissuto una giornata di condivisione guidata dal racconto:

L’avventura dei ricci

“Un’estate, una famiglia di ricci andò ad abitare nella foresta.
Il tempo era bello, faceva caldo, e tutto il giorno i ricci si divertivano sotto gli alberi.
Folleggiavano nei campi, nei dintorni della foresta, giocavano a nascondino tra i fiori, acchiappavano mosche per nutrirsi e, la notte, si addormentavano sul muschio, nei pressi delle tane.
Un giorno, videro una foglia cadere da un albero: era autunno. Giocarono a rincorrere la foglia, dietro le foglie che cadevano sempre più numerose; ed essendo le notti diventate un po’ più fredde, dormivano sotto le foglie secche. Faceva però sempre più freddo.
Nel fiume a volte si formava il ghiaccio. La neve aveva ricoperto le foglie.
I ricci tremavano tutto il giorno, e la notte non potevano chiudere occhio, tanto avevano freddo.
Così una sera, decisero di stringersi uno accanto all’altro per riscaldarsi, ma fuggirono ben presto ai quattro angoli della foresta: con tutti quegli aghi si erano feriti il naso e le zampe.
Timidamente, si avvicinarono ancora, ma di nuovo si punsero il muso.
E tutte le volte che uno correva verso l’altro, capitava la stessa cosa.
Era assolutamente necessario trovare un modo per stare vicini: gli uccelli si tenevano caldo uno con l’altro, così pure i conigli, le talpe e tutti gli animali.
Allora, con dolcezza, a poco a poco, sera dopo sera, per potersi scaldare senza pungersi, si accostarono l’uno all’altro, ritirarono i loro aculei e, con mille precauzioni, trovarono infine la giusta misura.
Il vento che soffiava non dava più fastidio; ora potevano dormire al caldo tutti insieme.”

Don Stelio ha introdotto l’argomento ai genitori: “Vivere la comunione vuol dire essere in comunione tra di noi; uno stare insieme che nasce da un’esigenza (i ricci sentono freddo) perché nella vita ci accorgiamo che non siamo fatti per essere soli. Abbiamo tanti difetti (aculei) e nelle persone che ci circondano spesso notiamo solo questi; per risolvere i problemi dobbiamo esporre le parti di noi più deboli e porci con dolcezza nei confronti degli altri. Comprendere gli altri, entrare in empatia ammettendo le idee altrui ci porta a vivere in comunione.

I genitori suddivisi in gruppo hanno avuto la possibilità di riflettere e condividere grazie all’aiuto di una traccia contenente alcune domande: Cosa augurate di più ai vostri figli? Perché essi diventino adulti responsabili e maturi, cosa è necessario secondo voi? Come vi comportate di fronte alle difficoltà di vostro figlio? Quale criterio usate e consigliate ai vostri figli per scegliere gli amici? Come interpretare il comandamento dell’amore verso il prossimo? Cosa ricordate e come avete vissuto la vostra Prima Comunione? Cosa volete che sia per i vostri figli?

Ecco la condivisione di uno di questi gruppi:

“I ricci si comportano in modo diverso a seconda della stagione e fino a quando non incontrano difficoltà tutto va bene. La ricerca della serenità e dell’equilibrio nasce dalla certezza di non essere soli, per noi dalla presenza di Dio.”

“I nostri figli possono essere ricettivi ai nostri insegnamenti, anche se rispetto a quando eravamo bambini noi molto è cambiato. Ora non accettano più il “NO e basta”, ma hanno bisogno di risposte motivate e questo li rende in grado di decidere da soli.”

“Dobbiamo interpretare l’atteggiamento verso il prossimo sempre in modo positivo, non fermarci ai difetti; l’insegnamento cristiano ci fornisce gli strumenti per rendere meno appuntiti i nostri aculei”

“Partecipare alla Messa è un elemento importante della vita cristiana, ci dà un senso di benessere che non sappiamo interpretare. Anche per i bambini è importante, siamo tutti insieme in comunità: questo è il vero senso di comunione. La nostra umanità ci tiene legati alle persone che incontriamo e che per noi interpretano il messaggio cristiano, anche se non è semplice dovremmo andare oltre le persone che sono solo messaggeri”

“Ricordo di più la Prima Riconciliazione perché ho sentito proprio un senso di pace e serenità.”